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Bygiusy

Comunicare in modo efficace

Grazie alla lingua parlata noi comunichiamo e ci relazioniamo a vicenda, intessendo una rete sociale sempre più fitta e complessa. Parlando trasmettiamo informazioni e stati d’animo, ci rendiamo partecipi della realtà che ci circonda, creiamo connessioni e divisioni. Ma cosa vuol dire comunicare in modo efficace? Esiste davvero una comunicazione efficace in maniera oggettiva?

Acquistare della frutta

Una comunicazione si può dire efficace quando essa raggiunge gli scopi che il parlante si è prefissato: se vogliamo acquistare della frutta succosa e matura, vogliamo informare il fruttivendolo dei nostri bisogni; una volta tornati a casa, se la nostra pesca risulterà davvero dolce e zuccherina, potremo dirci soddisfatti del nostro modo di comunicare.

Allo stesso modo, questo principio si applica nel mondo del marketing, dove al nostro bisogno della frutta di buona qualità si sostituisce l’intenzione di vendere un prodotto; il fruttivendolo è il potenziale cliente che dev’essere persuaso della bontà della nostra proposta.

In generale, saper comunicare è sapersi districare in ogni situazione e in presenza di ogni interlocutore. La comunicazione è sempre complessa e non riguarda solo il linguaggio: noi ci aiutiamo con i gesti, con le espressioni facciali, con la postura del corpo, con la prossemica.

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Il bisogno di comunicare

Una celebre canzone dei Pink Floyd, “Keep Talking”, ha inizio con una citazione di Stephen Hawking, il compianto astrofisico inglese. Le sue parole, tradotte per l’occasione, dicono: “per milioni di anni gli uomini hanno vissuto come animali, poi è accaduto qualcosa che ha sguinzagliato la forza della nostra immaginazione, abbiamo imparato a parlare”.

Gli antropologi e i paleoantropologi sono concordi nel definire la capacità di comunicare come il punto di svolta della nostra storia evolutiva.

Un evento straordinario?

Per molti decenni abbiamo creduto che il dono della parola fosse un evento straordinario accaduto durante il nostro percorso come homo sapiens, il risultato di condizioni straordinarie e irripetibili che ci hanno per sempre reso quello che siamo oggi. In realtà, la nostra capacità di parlare è frutto di un processo lungo milioni di anni che ha interessato la nostra biologia così come il nostro sviluppo cognitivo e di apprendimento sociale.

L’azione comunicativa

Dai primi suoni emessi dai nostri progenitori al linguaggio complesso che padroneggiamo tutti i giorni, è strabiliante notare quanto sia diventato fondante per la nostra specie il poter comunicare in modo articolato.

Parlare è infatti un’azione comunicativa che permette di riconoscere se stesso (col dialogo interiore che intercorre sempre al nostro interno) e l’altro, definendo i contorni di ciò che noi chiamiamo essere umano. Possiamo dire che esistere significa comunicare, infatti laddove non c’è comunicazione, non vi è esistenza. Attenzione a non confondere l’assenza di parola con il silenzio: questo è sì mancanza verbale, ma non assenza di comunicazione.